"Quadri di un'esposizione" (feat. "Una notte sul Monte Calvo") vs "Le c


Per i ragazzini della mia generazione l'incontro con i Quadri di una esposizione di Mussorgskij è stato probabilmente uno degli appuntamenti obbligati nelle ore scolastiche di educazione musicale. La riconoscibilità della struttura (Quadri narrativi intervallati da una "promenade" a mo' di cornice), la (apparente, mi dicono) "facilità" nella composizione, il richiamo in alcuni brani al folklore delle favole da cui tutti noi eravamo usciti poco tempo prima, le rendevano un primo passo quasi inevitabile nell'educazione all'ascolto (anche La Moldava di Smetana, ma quella è un'altra storia). Quindi tanti di noi, anche chi non ha avuto poi modo o voglia di studiare musica, si sono nel tempo ritrovati a seguire canticchiando questi pezzi, sia che li si sentisse in una delle tante appropriazioni pubblicitarie che nella rivisitazione più raffinata di Emerson Lake and Palmer. E non di rado, all'ascolto dei Quadri si accompagnava quello di Una notte sul Monte Calvo: confesso di essermi un po' vergognata, in effetti, quando ho spiegato alla mia insegnante che non riuscivo più a sentirla da quando, piccolina, ero uscita terrorizzata dalla proiezione di Fantasia. In realtà li avevo un po' rimossi entrambi, ma mi sono tornati di colpo in mente, pensando al mio tarlo futuro, assieme a uno dei migliori libri letti quest'anno, e non solo: Le Case del malcontento, di Sacha Naspini. E più ci pensavo, più le affinità mi sembravano evidenti. Naspini crea ne Le Case un'opera corale, dove i diversi protagonisti raccontano ognuno la loro storia, la storia di un paese nell'entroterra Maremmano, una storia di omissioni, di bugie, di inganni e di frustrazioni, che si sviluppa lungo decenni e che sarà soggetta a una brusca accelerazione con il ritorno in paese di un giovane, l'unico che a suo tempo sembrava essere riuscito a sfuggire alla mefitica influenza del piccolo agglomerato. Come il visitatore dei Quadri, ci spostiamo per tutto il romanzo in un'ideale promenade per le vie di Le Case, osservando gli abitanti e le loro storie in un gioco narrativo su diversi livelli, conoscendo, senza giudicarli, i vari personaggi e i loro segreti, più o meno confessabili, raccontati in prima persona con il linguaggio asciutto e antico di quella parte di Toscana, un linguaggio solo apparentemente semplice e diretto, in realtà raffinatissimo e sempre controllato. E Le Case. Le Case è il nostro Monte Calvo, è la presenza silente che sembra condizionare con la sua influenza malata i comportamenti dei suoi abitanti. Ho letto in una recensione che se Derry fosse stato in Italia, sarebbe stato Le Case, e mi è sembrata una splendida intuizione. Leggetelo questo libro, datemi retta, e poi ditemi se non è bellissimo. E adesso, musica. Per i Quadri vi propongo la versione originale per piano, eseguita da Sviatoslav Richter https://youtu.be/hNq3VMzqXqM E la Promenade nella versione di Emerson Lake & Palmer https://youtu.be/cUal4MKFvPk Per la Notte sul Monte Calvo, ovviamente, un assaggio del mio trauma infantile, da Fantasia. Buon ascolto! https://youtu.be/SLCuL-K39eQ


Alessandra Fineschi

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